Amos Oz nella terra del Gattopardo

admin | July 27th, 2012 - 3:30 pm

Non avevo messo in conto di incontrare Amos Oz a pochi passi dalla mia Macondo. Valle del Belice, una parte della Sicilia (ancora) poco nota, sicuramente meno frequentata delle isole minori e della costa orientale. Valle del Belice, terra che ancora è noto, almeno a quelli di una certa età, per il disastroso terremoto del 1968. Eppure, nella Valle del Belice c’è altro. Ci sono, per esempio, le tracce (ancora) fresche del Gattopardo e dei gattopardi che son venuti dopo l’inimitabile e immarcescibile personaggio di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. C’è una imprenditoria del vino vivace e in rapidissima ascesa, anche in ambito internazionale. C’è terra, tanta terra, c’è un panorama meraviglioso che racconta della fine del feudo, una campagna pettinata e suddivisa tra i contadini. C’è il giallo e c’è il verde, i miei colori preferiti, quelli con cui iniziavo il mio ‘racconto’ sugli Arabi Invisibili. Il giallo del grano maturo e delle stoppie. Il verde dei filari, degli olivi, degli orti. Il giallo di una sabbia fina e normale. Il verde che diventa turchese vivo, e poi blu solido di un mare che arriva sino alla costa nordafricana. Un mare che quando – turchese e blu – sembra Caraibi significa che è gelido, ghiacciato, impenetrabile.

Non avevo messo in conto che Amos Oz potesse venire da queste parti, e magari scoprire che anche qui c’è un posto silenzioso e singolare, simile alla sua Arad, il paesino del sud di Israele al limitare del deserto, dove si è rifugiato. Lontano da Gerusalemme. Già, lontano (anche lui) da Gerusalemme, la città dove – mi disse una volta in una delle interviste che mi ha concesso in questi anni – sono concentrati i fanatici di tutte le fedi, religiose o politiche che siano….

Ci ha pensato il premio Tomasi di Lampedusa, quest’anno, a portare uno dei miei autori preferiti qui, a due passi dalla mia Macondo. Lo scrittore che con il suo Storia di Amore e di Tenebra mi ha involontariamente iniziato a Gerusalemme, nove anni fa, quando vi arrivai per la prima volta. Ha vinto il premio edizione 2012, e questa è la motivazione ufficiale.

“La giuria del “Premio Letterario Giuseppe Tomasi di Lampedusa” composta da Gioacchino Lanza Tomasi,  Salvatore Silvano Nigro, Giorgio Ficara e Mercedes Monmany Molina de La Torre ha assegnato Il Premio ad Amos Oz per la sua opera Il monte del cattivo consiglio.

La giuria del Premio ha riscontrato nella sua prestigiosa produzione narrativa un altissimo valore culturale che fonda la sua identità in una forte passione di impegno civile.
Un riconoscimento alla Sua magnifica capacità letteraria che coniuga rigore narrativo e ideali umani di Pace.

La giuria, infatti, si è posta da sempre l’obiettivo di assegnare il Premio a quelle personalità della letteratura internazionale che nella loro produzione letteraria si fanno promotrici della cultura della pace e della convivenza umana, anche in presenza di differenti identità culturali e geografiche.

La premiazione si terrà il 9 agosto a Palazzo Filangeri di Cutò a Santa Margherita di Belice, in provincia di Agrigento”.

Ospite d’eccezione, oltre ad Amos Oz, sarà anche Luca Zingaretti. In una terra, il Belice, in cui il cognome Montalbano è uno dei più diffusi…

Benvenuto, Amos Oz.

Per la playlist, ancora i Radiodervish. Tancredi e Clorinda, liberamente tratto dalla Gerusalemme Liberata, la grande storia d’amore, l’incontro-scontro tra le due sponde.

 

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