La Trappola

admin | June 22nd, 2012 - 5:51 pm

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La trappola è ben congegnata. Degna di un romanzo-affresco. Dopo un anno di mosse ben studiate, il Consiglio riesce a far presentare alle Elezioni un suo uomo. Un uomo che passa per essere l’uomo della sicurezza e della pacificazione, l’uomo che può rappresentare tutti, quelli che erano con il regime e gli uomini che hanno paura dei cambiamenti troppo repentini. L’uomo del quieto vivere, esperto del potere. L’uomo che riporterà il paese alla normalità.

Di fronte a lui, l’Avversario. Un avversario che non piace a tutti. Il compromesso tra il vecchio e il nuovo. Il Nuovo è troppo nuovo per dare sicurezza, e chi ha lottato per il Nuovo ha fatto errori che si pagano subito, e in contanti.

È un testa a testa. Ma l’avversario non ha in mano la macchina del potere, ed è molto probabile che non riesca a uscire vincente dalle urne. O meglio, potrebbe anche averli guadagnati, i voti necessari, ma non può dimostrarlo. L’Uomo della sicurezza e del quieto vivere, invece, sa di poter contare sulla struttura, sulla macchina, sulla burocrazia. Non ha neanche bisogno di annunciare la sua vittoria, perché saranno i suoi a decretarla. E a chi si opporrà al risultato potrà dire che sono anti-democratici. Che non accettano il volere del popolo, della maggioranza silenziosa.

Se l’Avversario si opporrà al risultato, sarà semplice accusarlo di essere un mestatore. Di voler prendere il potere con la violenza. E allora il Mondo sarà pronto a intervenire a sostegno del Consiglio e dell’Uomo della pacificazione e del quieto vivere. Il Mondo stigmatizzerà con forza chi contesta il risultato elettorale, perché il Nuovo crea troppi problemi, e ormai da troppo tempo.

Cosa fare? Magari è meglio non opporsi, e aspettare di rinserrare i ranghi, rafforzare l’opposizione. Pacificamente. Senza far troppi drammi. Senza far troppo rumore. A casa, tutti, di nuovo, ognuno per proprio conto. Di nuovo deboli. Per il Consiglio, sarà allora il momento giusto per assestare il colpo finale, e tirar fuori dal cassetto quei mandati d’arresto già pronti. E mettere in galera i nomi importanti, quelli giusti. I mestatori. Coloro che disturbano la pacificazione nazionale. In galera, per non nuocere, senza che il Mondo reagisca più di tanto, se non con qualche dichiarazione altisonante e senza alcun effetti pratico.

La rivoluzione in un cul de sac perfettamente congegnato.

Romanzo? Storia vera?

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