Citazione del presidente del Consiglio dei ministri italiano, nella sua veste di leader del suo partito politico. “Alla vigilia dell’Expò 2015, Milano non può diventare una città islamica, una zingaropoli piena di campi rom e assediata dagli stranieri a cui la sinistra dà anche il diritto di voto”.
Si dice “musulmana”, non “islamica”. Il vocabolario è un oggetto non solo interessante, ma anche utile. Se, invece, “islamico” deve avere quel non so che di negativo, perché gli italiani (cattolici, soprattutto) ne abbiano paura, beh, l’uso del termine “islamico” invece del più corretto “musulmano” è una pratica che dura da molti anni nella stampa italiana. Un uso che ha trasformato ormai una fede in una posizione politica, una religione in un mostro da combattere.
Complimenti, ai politici e alla stampa italiana. E’ il motivo per il quale sono rimasti sorpresi e senza parole quando hanno scoperto che a sud e a est del Mediterraneo, dove avevano scritto hic sunt leones, c’erano ragazzi del tutto diversi dalla descrizione stereotipata che ne avevano fatto per almeno dieci anni. E sono stati (lo sono ancora…) travolti dalle rivoluzioni.
Non paghi, visto che non si riesce a usare altri strumenti politici, usano – a destra – lo spauracchio “islamico”. “Islamico”, non “musulmano”.
Ah, nel frattempo, così come la destra non si è accorta (è stata incapace di farlo, d’altra parte come la sinistra…) di quello che i ragazzi arabi facevano al Cairo, a Tunisi, e via elencando, non si accorge neanche di quello che dicono i ragazzi musulmani di Milano, spesso nati a Milano ma purtroppo senza la cittadinanza italiana, forse più italiani di altri, o comunque italiani e basta. Basterebbe leggere i loro commenti su Facebook, sentirli parlare, fare politica, per scoprire che molti di loro difendono i diritti più di qualche deputato che cita Al Qaeda… Per esempio non sono omofobi, lo sapevate? Militano anche dentro la Sel, lo sapevate? Ah, forse è proprio per questo che fanno paura. Meglio etichettarli. “Islamico” fa più comodo di “musulmano”.
mi scusi ma io pensavo che islamico e musulmano fossero sinonimi.
Qualcuno mi potrebbe spiegare la differenza?
grazie
completamente d’accordo, ma, quando lo faccio notare, sono sempre la solita “rompiscatole”
anch’io faccio la stessa “parte”, ma ho deciso che, a 50 anni, si può, anzi, si deve essere una rompiscatole. Riguardo alla differenza tra islamico e musulmano, vuoi rispondere tu a Marcolino? I miei amici e le mie amiche arabiste lo vogliono fare? altrimenti, mi cimento io
pienamente d’accordo. ho scritto un testo un po lungo e in francese sull’uso di queste parole (e miei studenti a bologna sapevano sicuramente che questo era una domanda al loro esame di ‘storia e istituzioni dei paesi del mediterraneo’: cos’è un ‘arabo’ ? un musulmano ? cosa vuol dire islamico? islamista?) per i coraggiosi, ecco il link:
http://www.juragentium.unifi.it/fr/surveys/med/forum/challand.htm
praticamente per islamico si intende un sistema politico basato sulla religione (l’Iran è uno stato islamico) mentre per musulmano si intende solamente il punto di vista religioso. Giusto?
praticamente sì
Grazie Paola,
mi sento meno sola nella mia battaglia lessicale, in cui passo, oltre che per romiscatole come Jolanda, pure per ignorante.
E’ anni che mi ci scontro, tra le altre cose…
Completamente d’accordo, sottoscrivo questo post (come sempre mi accade con la preparatissima Paola Caridi). L’uso del termine “islamico” e i vari “gli islamici si apprestano a fare una manifestazione” diventano già dichiarazioni di guerra, provate a sostituire ogni volta che viene usata (sempre a sproposito) la parola “islamico” con “musulmano”…l’effetto e l’immaginario che evoca é ben diverso. (ps.la splendida immagine di Pisapia con “yesmilan” l’ha fatta una mia amica, Francesca Bozano. Ed é stata pubblicata in Usa, in Francia ecc. Lo preciso perché, poverina, non l’ha firmata ed é giusto che si sappia che é lei l’artista che l’ha creata, così come l’altra immagine uguale, forse con qc. sfumatura differente con scritto “Hope”)