Nessun progresso senza sovranità

admin | July 6th, 2010 - 5:47 pm

Lo dice Nathan Brown, uno dei più rinomati e acuti esperti della politica palestinese, nell’ultima analisi a suo nome pubblicata dal Carnegie Endowment for International Peace. Di ritorno dalla Cisgiordania, Nathan Brown fa un bilancio delle istituzioni dell’Autorità Palestinese a Ramallah, a tre anni dal coup di Hamas a Gaza, dal fallimento del governo di unità nazionale tra Fatah e Hamas, e dalla frattura non solo politica tra Gaza e Cisgiordania.

Le critiche al cosiddetto fayyadismo e al sostanzioso sostegno (non solo in termini economici) al governo di Ramallah non sono poche.

La prima. Non si può pensare a un progresso dal punto istituzionale, per l’ANP, se non si lega il progresso alla sovranità. Concetto, a dire il vero, accantonato da chiunque, nella comunità internazionale. Salvo, forse, di questi tempi, dalla Turchia. Sovranità palestinese, ovvero araba fenice sin dai tempi di Oslo…

It is difficult to find many Palestinians who believe that continued institutional progress can be sustained without sovereignty. This is true even for those who participate in Fayyad’s program. Those who run the West Bank PA and staff its institutions— including Fayyad himself— do not see the effort as an indefinite substitute for real statehood. And Fayyad’s international backers increasingly acknowledge that the current “time out” in the Israeli– Palestinian conflict (as Thomas Friedman, one of Fayyad’s least restrained boosters, has called it unsustainable absent diplomatic progress.

Brown, però, è più interessato alle questioni interne. La conclusione è: nel fayyadismo la burocrazia, dunque l’amministrazione, sta vincendo sulla politica. A dispassionate analysis reveals that rather than building institutions, Fayyad’s cabinet is reviving some of them and attempting to inject elements of greater competence and efficiency in selected bureaucratic locations. This is then a program of improved public administration rather than a statebuilding effort.

Analisi che condivido al 100%. E la sconfitta della politica, aggiungo, non può far altro che consolidare lo status quo, e dunque la mancata soluzione del conflitto, laddove – per risolverlo – la sovranità è parte fondamentale. Conditio sine qua non.

La foto è di Francesca Nardi. E’ stata scattata nella città vecchia di Hebron, in quella che ormai è una parte spettrale della città, a due passi dalla moschea Ibrahimi/Tomba dei Patriarchi. E’ la parte in cui si trovano poche centinaia di coloni israeliani radicali, nel cuore della Cisgiordania.

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