LETTERA22, l’associazione che ho contribuito a fondare, or sono 17 anni fa, ha lanciato un appello sull’informazione, alla vigilia della manifestazione del I luglio. Per avere libera informazione, c’è bisogno di giornalisti liberi, e che possano conservare la propria dignità sul lavoro. Perché la qualità di ciò che firmano rimanga alta, e rispetti il pubblico. Visto l’imprinting di Lettera22, associazione indipendente di giornalisti, l’appello si rivolge a un settore particolare di chi scrive, e cioè a tutto quel mondo di ‘lavoratori informali’, collaboratori, giornalisti non inquadrati, e soprattutto giornalisti che hanno deciso di far sentire la propria voce nella Rete e dalla Rete. A loro, anche per contarsi, la richiesta di firmare l’appello, e di cominciare a costruire una piccola rete di associazioni e realtà.
UN APPELLO DI LETTERA22 ALLE REDAZIONI INFORMALI
Lettera22, un’associazione di giornalisti nata in Italia nel 1993 agli albori della Rete e che ogni giorno fa del web la sua arena di notizie, invita tutte le forme associative di giornalismo ad aderire a questo appello inviando una mail all’indirizzo reteliberit@gmail.com, e a pubblicarlo sulla propria testata.
Sarà un modo di contarci e di costruire una rete. L’appello è parte integrante di quello lanciato dalla Fnsi e dalle varie organizzazioni promotrici.
DIRE NO AL DDL ALFANO COL SILENZIO IN RETE
USCIRE DAL SOMMERSO DIFFUSO E DAR MAGGIOR FORZA
ALLA PROTESTA CONTRO LA LEGGE BAVAGLIO
A partire della manifestazione del 1 luglio, la protesta contro il ddl Alfano si protrarrà in forme e modi diversi: da venerdi 11 i giornali usciranno listati a lutto e il giorno 9 sarà la giornata del silenzio. Pensiamo che sia importaante anche l’adesione di quelle redazioni “sommerse”, spesso informali, che costituiscono l’informazione diffusa nel nostro Paese e che in gran parte viaggia sul web. Un mondo però che, proprio per questa sua specificità, spesso si astiene da queste forme di protesta.
Aderendo all’appello della Fnsi per il 1 luglio, listeremo a lutto i nostri siti e non pubblicheremo nulla il giorno 9 se non le nostre considerazioni sulla legge bavaglio. In questo modo sarà chiaro che anche realtà minori o poco conosciute, alternative e diversificate ma di qualità, sono buona parte della spina dorsale dell’informazione in Italia, dove non esistono solo grandi quotidiani o grandi reti televisive. La minaccia del ddl riguarda tutti e dunque anche chi non lavora in un giornale, non ha una posizione contrattualizzata, non si riconosce nel sindacato o non si sente rappresentato dalla protesta. Chi è meno tutelato di altri ma altrettanto colpito nella sua dignità professionale e nella qualità del suo lavoro.