Insomma, sembra che le discussioni serie si debbano tutte concentrare su FareFuturo. La polemica, ovviamente per niente sottile, è alla latitanza dell’intellighentsjia di sinistra…
Comunque, polemica a parte, c’è Sumaya Abdel Qader che discute di hijab, niqab e legislazione su FareFuturo, appunto. Da leggere
Nomen omen, ci avevano insegnato i nostri ‘antichi’. E talvolta, osservando la realtà, le piccole saggezze popolari sembrano avere più senso. Così, sapere di David Grossman tra i trecento manifestanti (compresi molti israeliani della sinistra) oggi a Sheykh Jarrah – quartiere di Gerusalemme a oriente della Linea Verde, dunque quartiere della Gerusalemme occupata – ha assunto un significato ancor più pieno. Perché si chiedeva l’altro giorno a un convegno all’hotel Ambassador Daniel Bensimon “what is left of the Israeli Left? It’s small talk”. Piccoli come Davide insomma, insegna la Bibbia. Ma David è David, e non è un caso che all’appuntamento ormai settimanale a Sheykh Jarrah (ogni venerdì) ci sia voluto andare, per protestare contro i coloni radicali, lui che ha scritto Il Vento Giallo. Per difendere la tenuta morale di Israele. E anche per far capire che non c’è una sola Israele, quella che magari ha molto spazio sui giornali (anche italiani), quella maggioritaria nella società: ce n’è anche un’altra.
Per chi è interessato al programma italiano dentro la Fiera del Libro del Cairo, che apre oggi al pubblico, ecco il link.
Terza puntata, nella telenovela dello scontro calcistico tra Egitto e Algeria, stavolta non per la qualificazione ai Mondiali, ma per la Coppa d’Africa. Per uno sguardo meno scontato su di uno scontro sul quale ci sarebbe altro da dire, oltre i dati tecnici, questo articolo su Al Masri al Youm.
Per gli interessati alle precedenti puntate, ci sono i miei articoli sulla Stampa, di circa due mesi fa. Buona lettura.