Hamas non è il vero problema

admin | October 27th, 2009 - 9:32 am

Così Haaretz ha intitolato la durissima analisi di Henry Siegman, sui reali ostacoli al processo di pace, che ha pubblicato il 25 ottobre, proprio il giorno in cui, a Washington, si è aperta la conferenza di J Street (del cui advisory council Siegman è membro, assieme – tra gli altri – a Rob Malley e l’ex ambasciatore Robert Pelletreau).

Israeli governments have avoided dealing with Hamas not because they fear that engaging the organization might not produce a peace agreement, but because they know they could not manipulate Hamas the way they have been able to manipulate Palestinian President Mahmoud Abbas – namely, by using content-less peace talks as a fig leaf for the continued expansion of the settlement enterprise. Israeli governments have latched onto Abbas as their peace partner of choice not because of his “moderation” – his conditions for a peace agreement are not much different from those of Hamas (after all, Hamas has agreed to allow Abbas to conduct peace talks on behalf of a unity government) – but because negotiations with Abbas shield them from the need to deal with Hamas while at the same time enabling them to claim that he is incapable of delivering popular support for the compromises he needs to make. It is a classic case of having your cake and eating it too.

L’acqua non si beve

admin | October 27th, 2009 - 1:05 am

A Gaza, non si può bere l’acqua del rubinetto. In genere l’acqua corrente, da qualunque parte provenga. Si può bere solo l’acqua minerale, quella in bottiglia. Come in tutti i paesi ricchi, insomma. Salvo che siamo a Gaza, e le famiglie si svenano per comprare l’acqua minerale. Un milione e mezzo di persone che non ha acqua da bere.

Si dovrebbe chiamare crisi umanitaria. O no?

Ah, nella scuola delle suore del Rosario, a Gaza, non ci sono i vetri alle finestre, a quasi un anno dall’Operazione Piombo Fuso. C’è anche il tetto sfondato. A quasi un anno dall’Operazione Piombo Fuso.

Qualche settimana fa, Alain Gresh aveva scritto sul suo blog che ci eravamo dimenticati di Gaza.

Indépendamment de ce que l’on peut penser du Hamas (et de ses atteintes aux droits individuels, à ceux des femmes ou à ceux des opposants), comment expliquer le silence sur l’étranglement de ce petit territoire, de l’étranglement de sa population, du fait que la rentrée des classes s’est faite dans des conditions épouvantables ? Pas un mot des gouvernements européens, pas un geste… Les médias s’intéressent à ce territoire quand il s’agit de savoir si le Hamas impose le foulard aux jeunes filles dans les écoles ! « Nous » avons oublié Gaza.

Bambini, suore, Muro

admin | October 27th, 2009 - 1:00 am

La storia, qui a Gerusalemme, si conosce. La storia delle comboniane, del loro asilo, dei bambini che lo frequentano. Non credo sia lo stesso fuori da questo strano, piccolo mondo. E allora lascio il racconto ad Andres Bergamini, e al suo bel blog.

Ps. : i grembiulini turchesi sono sempre gli stessi, dappertutto. Lo indossava anche mio figlio, quando andava all’asilo delle comboniane di Dokki, al Cairo.

I 39 under39

admin | October 27th, 2009 - 12:40 am

Sono stati finalmente decisi i 39 autori arabi sotto i 39 anni che dovrebbero rappresentare il futuro della letteratura nella regione. Tra loro, c’è Adania Shibli, l’autore palestinese giovane più conosciuta all’estero, già premiata dalla fondazione Qattan.

La lista completa è qui.

E per assaggiare qualcosa degli autori giovani, c’è un racconto dell’egiziano Youssef Rakha in inglese, qui.

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