Vi ricordate questa notizia del 30 nove,bre 2008? Cinque pescherecci della flotta di Mazara del Vallo salvarono 650 persone, 650 migranti, con mare grosso. Sono stati premiati venerdì scorso dall’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato.
Bene.
Il mio blog non si occupa di Iran, programmaticamente. Si occupa di arabi. Ma l’Iran è lì, parte integrante del Medio Oriente, e peraltro per anni un modello – con la rivoluzione khomeinista – per molti, laici compresi, che consideravano la rivoluzione del 1979 come l’unica vittoria verso l’influenza occidentale nell’area. Occhi aperti, dunque, su quello che succede a Teheran, che gli occhi degli altri blogger – quelli arabi – guardano con molta più attenzione e apprensione.
C’è una notizia, tra le tantissime che circolano, che voglio segnalare. Forse perché Faezeh Hashemi Rafsanjani l’avevo incontrata, oltre dieci anni fa, a Padova, agli Incontri interreligiosi di Sant’Egidio. Forse perché l’avevo sentita parlare, l’avevo intervistata. E mi aveva colpito la sua intelligenza. Insomma, la notizia del suo arresto mi ha colpito più di altre: significa che la parte del regime incarnata simbolicamente da Ahmadinejad non riesce a sostenere il confronto con personalità, come la figlia maggiore di Rafsanjani, che hanno sempre scelto la via della riforma interna del regime, mai quella dello scontro. Un segnale di debolezza, certo. E quando si è deboli spesso si reagisce con ancor più violenza.