Occhio al Cairo

admin | March 16th, 2009 - 11:41 am

Giornata d’attesa, per il dossier sullo scambio di prigionieri tra Gilad Shalit e i palestinesi detenuti nelle carceri israeliane, e per il dossier sulla riconciliazione tra Hamas e Fatah. Ridda di indiscrezioni, comprese quelle sulla presenza al Cairo del capo dell’ala militare di Hamas a Gaza, Ahmed Jabari, e sulla prossima presenza di Khaled Meshaal, invitato dagli egiziani. Di certo, c’è che Ehud Olmert ha rinviato a domani la riunione del governo israeliano, prevista per oggi. E l’ha rinviata, dice la nota mandata ai giornalisti, proprio per i negoziati in corso al Cairo sul file Shalit. E’ il segnale più evidente che qualcosa si muove, come sempre alla 25ma ora, proprio in contemporanea con la notizia che il prossimo ministro degli esteri israeliano sarà Avigdor Lieberman.

La riconciliazione palestinese: com’era da aspettarsi, le commissioni che hanno più problemi sono quelle sui detenuti politici di Hamas e Fatah, sul governo di unità nazionale, e sull’OLP. Le commissioni sulle questioni più delicate e controverse, insomma.

E pure le artiste ci salveranno

admin | March 16th, 2009 - 10:03 am

Najwa Najjar l’ho incontrata a Ramallah, nella sua casa accanto al muro di separazione, alcuni anni fa. Il suo Melograno e Mirra lo stava per iniziare a girare: il primo lungometraggio, dopo una serie di corti molto interessanti. Il suo film è finito, dentro ci sono gli attori più di grido, come la Hiam Abbas del Giardino dei Limoni, e Ali Suleiman che era uno dei protagonisti di Paradise Now. Anche questa è una storia tutta palestinese: la storia di una donna, di una ballerina, che ha il marito prigioniero nelle carceri israeliane, uno spaccato della società palestinese. Ha aperto qualche mese fa la sezione Arabian Nights del DubaiFilmFest, ed era anche al Sundance. Mabrouk, ya Najwa.

Le artiste ci salveranno.

Gli artisti ci salveranno

admin | March 16th, 2009 - 9:41 am

Ne ero convinta prima, e mi ha ulteriormente rafforzato la visione di Si può fare, di Giulio Manfredonia, visto a Gerusalemme in una visione per pochi intimi (purtroppo), assieme alla persona che ha ispirato la storia di una cooperativa di malati mentali, ‘guidata’ da un perfetto Claudio Bisio. Rodolfo Giorgetti è il vero Nello interpretato da Claudio Bisio, la sua storia ha fortemente ispirato il film, compresi i capitoli più duri dei primi passi della cooperativa che – allora – installava parquet. Se l’avessi scritta o l’avessi letta su di un giornale, non mi avrebbe commosso come invece mi ha commosso ieri sera. Gli artisti ci salveranno. I registi, soprattutto.
Sulle cooperative sociali, mi fa notare la mia amica Anna: “Il nostro è un lavoro estenuante e sottopagato, ma dà occupazione a più di 250.000 persone. Qui in Liguria a più di 10.000, ossia il doppio del settore metalmeccanico!!”

Come Fayrouz?

admin | March 16th, 2009 - 9:33 am

La voce è talmente simile da confondersi con quella della grande Fayrouz. E in effetti Amal Murkus, sulla sua pagina su MySpace (da cui è tratta la foto), la cita tra le cantanti che l’hanno influenzata, assieme a Mercedes Sosa e a Cesaria Evora. E’ una delle voci di Galilea, e si dice che quelle voci del nord siano – appunto – ricevano l’influenza di quelle libanesi. Comunque, è un’altra delle cantanti palestinesi poco conosciute fuori da Israele e dal Medio Oriente. Amal Murkus, comunque, un’apparizione in Italia l’ha fatta, qualche anno fa. Con i Radiodervish.
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