Anche se il silenzio su Gaza è (ri)calato, non vuol dire che a Gaza si viva meglio di prima. Un po’ di numeri, tanto per rimanere aggiornati. I numeri dei morti, dei feriti, dei senzatetto. Li fornisce una ong di Gaza, che lavora da anni sul tema dei diritti umani. E’ il Palestinian Center for Human Rights a fornire gli ultimi dati:
Over the course of the 22 day Israeli assault on the Gaza Strip, a total of 1,434 Palestinians were killed. Of these, 235 were combatants. The vast majority of the dead, however, were civilians and non-combatants: protected persons according to the principles of IHL. PCHR investigations confirm that, in total, 960 civilians lost their lives, including 288 children and 121 women. 239 police officers were also killed; the majority (235) in air strikes carried out on the first day of the attacks. The Ministry of Health have also confirmed that a total of 5,303 Palestinians were injured in the assault, including 1,606 children and 828 women.
Il PCHR dice che la prossima settimana fornirà i nomi dei morti.
Poi, una questione che forse non sembra così importante, a distanza, ma che rende la vita precaria a molti. La dà l’agenzia di stampa palestinese indipendente Maannews, e riguarda le fogne. In uno dei bombardamenti dell’inizio di gennaio, le forze armate israeliane hanno colpito il più grande centro di trattamento delle acque scure di Gaza, Sheikh Ajleen, a Gaza City, dal quale dipendono 400mila persone. E’ fuori uso da allora. Un po’ di immaginazione e fantasia, e forse si riesce a capire la situazione igienico-sanitaria di Gaza.
Difficile comprendere qual è (se esiste) un buon modello per la multiculturalità, e – in questo caso – per l’integrazione degli immigrati di fede musulmana. C’è un seminario che di questo si occupa, per fortuna. Il titolo non è giornalistico, non è accattivante, ma è preciso: “Normativa e modelli multiculturali per la tutela delle nuove generazioni di immigrazione islamica”. L’organizza la Facoltà di studi arabo-islamici e del Mediterraneo dell’università L’Orientale di Napoli. E a tenere il seminario è Giuliana Cacciapuoti, il giovedì e il martedì a partire dal 19 marzo. Per informazioni più dettagliate, basta consultare il sito di Giuliana. Si scoprono, oltre a questa, altre notizie interessanti. Di quelle, ovviamente, che non fanno notizia, ma costruiscono le coscienze.