Il fattore L.

admin | March 31st, 2009 - 10:51 am

Certo, L come Lieberman. In questi giorni, qui in Italia, molte persone mi hanno chiesto che ne pensassi del nuovo governo multicolore guidato da Bibi Netanyahu. E me lo chiedevano spesso con quel tono ansioso di chi crede che qualcosa sia veramente cambiato, in Israele, tanto da avere Avigdor Lieberman nel governo. Io non credo che qualcosa sia veramente cambiato. Lieberman era, in termini italiano, già stato sdoganato anni fa, quando era entrato nel governo Ehud Olmert e gli era già stato affidato un ministero. Certo, non quello – delicatissimo – degli esteri.

E allora le domande continuano? E ora, agli esteri? E gli arabo-israeliani? Lieberman è più laico e meno soggetto ai pesi ideologici di altri leader israeliani, e alcune amiche vecchie esperte di relazioni internazionali mi ricordano che le paci si fecero con uomini dal passato duro come Menachem Begin. Dal canto mio, penso chee Lieberman sia più flessibile, laddove intravvederà la possibilità di un accordo, ma non che sia più moderato. Lieberman non crede alla convivenza, neanche dentro Israele, se non alle condizioni di Israele. E con lui è gran parte dell’opinione pubblica, anche quella che non ha votato Israel Beitenu e magari ha votato Kadima, che vorrebbe alzare parecchi muri dentro la propria casa, proseguendo sulla falsariga di quello che Amos Oz va dicendo da anni, sul divorzio consensuale.

Il problema è che, diversamente da Oz, Lieberman non parla solo della pace tra israeliani e palestinesi di Cisgiordania e Gaza, ma ha già affrontato e affronterà il tema della convivenza tra israeliani-ebrei e israeliani-palestinesi, quelli di Galilea, di Umm al Fahm, di Akko di Haifa. Ed è sul loro destino che dobbiamo, paradossalmente, interrogarci, e guardare con attenzione all’iter della possibile legge sulla lealtà. Se passasse – e alcuni miei amici sono assolutamente certi che non succederà, e che la Corta suprema sarà ancora lì a difendere la democrazia israeliana – parte degli israeliani, degli individui rischia di perdere la cittadinanza, e trasformarsi in residente.

C’è intimo e intimo

admin | March 28th, 2009 - 7:34 pm

E’ la prima cosa che ti sorprende, quando gironzoli per i quartieri commerciali o i suq del Cairo. La prima cosa che sorprende l’occhio femminile, certo. E cioè che l’abbigliamento intimo, molto intimo, venga venduto da commessi uomini a clienti donne. Donne di tutte le condizioni sociali e culturali: velate, svelate, col niqab, col foularino, occidentalissime. Ma a vendere lingerie, mutandine e reggiseno sono sempre loro, gli uomini. E non è neanche detto, per esempio al Cairo, che siano musulmani. Perché i commessi del grande e per niente turistico mercato tessile sulla corniche vicino al Boulaq sono spesso copti.

Ora, Repubblica.it segnala in un articolo che le donne si stanno ribellando a questa contaminazione dei sessi in merceria. Niente lingerie, se il commesso non è una donna. Io credo che la questione sia molto più complessa: il senso del pudore, la concezione stessa del sesso hanno tratti diversi, nel mondo arabo (leggetevi, se non l’avete ancora fatto, La prova del miele di Salwa al Nejmi, edizioni Feltrinelli). Ma non c’è solo un’assenza di sessuofobia che invece è molto cristiana, molto puritana e molto occidentale. C’è anche il fatto che le donne sono entrate nel mercato del lavoro tardi, e solo per alcuni impieghi. I commessi, in genere, sono uomini. Le commesse, al Cairo, vengono da famiglie povere, e appena possono smettono di farlo. Se sono i commessi a vendere lingerie, insomma, non è tanto perché vogliono mettere il becco anche nella scelta delle mutandine della signora o signorina che si presenta al banco, ma perché sono ancora soprattutto gli uomini a lavorare. Col sesso, questo, ha poco a che fare.

In giro

admin | March 27th, 2009 - 9:43 pm

Cari naviganti, il blog viene aggiornato di tanto in tanto, in questi giorni. Sono in giro per l’Italia a presentare il libro, ancora per qualche giorno. Lunedì, alle 17, sono alla libreria Feltrinelli di Pisa. Martedì sono alla “Cesare Alfieri” di Firenze, la facoltà di Scienze Politiche in cui ho seguito il mio dottorato. La frequentazione assidua col computer, insomma, è una chimera. But stay tuned, qualcosa troverete sempre…

Sondaggi e previsioni

admin | March 27th, 2009 - 9:41 pm

Qualche settimana fa era uscita la notizia che i consensi a Hamas erano cresciuti, e simmetricamente quelli verso Abu Mazen e Salam Fayyad erano diminuiti. Ecco la ricerca. E’ del Palestinian Center for Policy and Survey Research.

Pressione bipartisan

admin | March 27th, 2009 - 9:36 pm

Nel titolo c’è già tutto: A LAST CHANCE FOR A TWO-STATE ISRAEL-PALESTINE AGREEMENT. A Bipartisan Statement on U.S. Middle East Peacemaking. I mittenti sono Henry Siegman e Brent Scowcroft. Il destinatario è Barack Obama.

La pressione aumenta

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