Cambi eccellenti

admin | October 21st, 2008 - 9:06 pm

Il tam tam era cominciato già da qualche ora. Ma adesso la notizia è arrivata anche su Maannews, l’agenzia di stampa palestinese considerata attendibile anche dal pubblico locale, che l’ha votata en masse in un sondaggio di due giorni fa. Mahmoud Abbas sta mettendo mano ai vertici della sicurezza palestinese, e si parla con insistenza del dimissionamento di Tawfiq al Tirawi, il generale a capo dell’intelligence. Veramente non si tratta di un vero e proprio dimissionamento, visto che il mandato di Tirwi era scaduto. Ma sembra proprio che il suo incarico non sarà rinnovato.

Le prime interpretazioni che girano parlano di un gesto di apertura verso Hamas, in vista dell’incontro del 9 novembre al Cairo, con i buoni uffici degli egiziani. E a dire il vero, l’avversione di Hamas era nota da tempo, a causa delle retate dell’intelligence, degli arresti, degli abusi e delle accuse di torture. Il caso più noto e scottante è stato quello dell’imam Majid al Barghouthi, uno dei predicatori di Hamas più noti in tutta la Cisgiordania, morto durante un interrogatorio del mukhabarat, che l’aveva prelevato senza mandato fuori dalla moschea di Kobar, il paese del clan Barghouthi. Sulla morte dell’imam Barghouthi aveva indagato anche una commissione indipendente.

Vocabolario – Denaro

admin | October 21st, 2008 - 7:10 am

Stavolta la parola deriva dal latino. Perché denaro è pronipote di quel denarius, la moneta argentea diffusa soprattutto in epoca imperiale, l’equivalente di 4 sesterzi o di 16 assi. E’ per questo che era conosciuta in tutto il Mediterraneo: di denarii era fatto il prezzo del tradimento di Giuda. Nella grande età dell’oro degli arabi, però, i denari arrivano attraverso Bisanzio e il suo denarion, si dice. Fatto sta che, secondo i cicli della storia, il denaro esce trasformato, dalla contaminazione con la dominazione arabo-islamica. Il califfo omayyade Abdel Malik decide, alla fine del VII secolo, la grande riforma finanziaria: istituisce il dinar, la moneta aurea del peso di 4,25 grammi che percorrerà tutta la storia. Tanto che oggi è tornato di modo, nell’idea dell’e-dinar, di un dinar elettronico legato al valore dell’oro, che però sembra non avere sfondato neanche nella Penisola Arabica.

Questa l’etimologia. Ma poi, o meglio, accanto viene la cultura materiale. Il denaro è importante, serve per campare, per comprare i beni di prima necessità, per mantenere la famiglia. Nei confronti del denaro, dunque, conviene avere quel sacro rispetto che nasce dall’uso che del denaro (quello vero, quello concreto) si fa. E dunque, talvolta, il denaro si bacia. Perché è una benedizione di Dio, una benedizione che arriva nel corso della giornata e serve a far mangiare la famiglia alla sera.

Ecco il piano egiziano

admin | October 21st, 2008 - 7:05 am

La Reuters ha ottenuto la proposta che l’Egitto ha presentato alle varie fazioni palestinesi per raggiungere un accordo sulla riconciliazione nazionale. Il Cairo ha invitato i protagonista della fauda, il caos palestinese a discutere assieme la proposta nella capitale egiziana, il 9 novembre prossimo. Cosa propongono gli egiziani? A prima vista, concedono ad Abbas il massimo possibile: la continuazione dei negoziati con Israele, l’indicazione precisa di una data per le prossime elezione, sia presidenziali sia legislative, da tenersi simultaneamente, e la ristrutturazione dei servizi di sicurezza che andrebbero disancorati dalle fazioni e sottoposti a un controllo “nazionale”.

Tra le pieghe della proposta, però, ci sono molte concessioni a Hamas. Sulla cosa più importante: il potere. Due le spie delle concessioni: qualsiasi accordo di pace con Israele raggiunto da Abbas deve essere sottoposto a Hamas e a un referendum nazionale, ma soprattutto deve essere sottoposto all’OLP. Non all’OLP com’era sinora, bensì a una OLP riformata, come d’altro canto Hamas chiede da anni, di cui faccia parte il movimento islamista. La questione è dirimente: l’OLP è considerato formalmente l’unico rappresentante del popolo palestinese, non solo di quella parte che vive tra Cisgiordania e Gaza, ma anche dei profughi. Un’intesa tra le fazioni per la riforma dell’OLP, d’altro canto, era stata raggiunta il 17 marzo del 2005, in quella dichiarazione del Cairo che spianò la via alla partecipazione di Hamas alle elezioni politiche del 2006.

Quanto contano gli evangelici estremisti?

admin | October 21st, 2008 - 6:00 am

Barack Obama vola nei sondaggi, ma ci sono problemi nella registrazione dei nuovi elettori, cosa che rischia di penalizzare proprio i democratici. C’è però un’altra variabile, quella degli evangelici estremisti, dei telepredicatori, di chi si occupa di profezie bibliche proprio in quella cintura di stati che sarà importante negli equilibri elettorali. Di una parte di questi settori parla Victoria Clark, una scrittice inglese che per anni si è occupata, sul campo, dei cosiddetti cristiano-sionisti, nel suo libro Allies for Armageddon. The Rise of Christian Zionism, pubblicato dalla Yale University Press.

Su Colin Powell che sostiene Obama, è stato detto (quasi) tutto, nei giornali italiani. Mi sembra manchi, però, questo passo dell’intervista tv dell’ex segretario di stato a Meet the Press. Su tabsir.net, il brano di Powell sui musulmani americani e sull’islamofobia crescente in USA:

Is there something wrong with being a Muslim in this country? The answer’s no, that’s not America. [...] I feel strongly about this particular point because of a picture I saw in a magazine. It was a photo essay about troops who are serving in Iraq and Afghanistan. And one picture at the tail end of this photo essay was of amother in Arlington Cemetery, and she had her head on the headstone of her son’s grave. And as the picture focused in, you could see the writing on the headstone. And it gave his awards–Purple Heart, Bronze Star–showed that he died in Iraq, gave his date of birth, date of death. He was 20 years old. And then, at the very top of the headstone, it didn’t have a Christian cross, it didn’t have the Star of David, it had crescent and a star of the Islamic faith. And his name was Kareem Rashad Sultan Khan, and he was an American. He was born in New Jersey. He was 14 years old at the time of 9/11, and he waited until he can go serve his country, and he gave his life. Now, we have got to stop polarizing ourself in this way. And John McCain is as nondiscriminatory as anyone I know. But I’m troubled about the fact that, within the party, we have these kinds of expressions.

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