Lo Arabic Network for Human Rights Information denuncia una stretta nei rapporti tra il regime di Hosni Mubarak e la stampa, dopo la revoca della licenza per due giornali, uno legato alle edizioni al Risala (che se non sbaglio sono le stesse di una tv via satellite di carattere religioso) e uno, invece, diretto da un giornalista laico, Salama Ahmed Salama, una delle firme più note in Egitto, vecchio editorialista di Al Ahram. La stretta sull’uscita di due giornali arriva dopo una stagione che aveva visto, tra alti e bassi, una liberalizzazione della stampa scritta, con la presenza di quotidiani privati e critici verso il regime, come Al Masri al Youm e Al Badil.
Finalmente uno sguardo dentro Gaza, un po’ più complesso dello “hic sunt leones” e dello Hamasland. Il reportage di Michael Kimmelman sulla cultura popolare a Gaza – pubblicato sul New York Times il 6 settembre – è uno spaccato di una striscia di terra chiusa al mondo, dove si tenta di fare cultura tra mille avversità, dalla chiusura sigillata dei confini al controllo di Hamas, che si mostra divisa tra i pragmatici e i radicali propensi a imporre regole e codici sociali ferrei. Tra hip hop e politica, un buon ritratto di “arabi invisibili”. Che non hanno solo fame.