Spunti

admin | July 30th, 2008 - 3:44 pm

Gerusalemme è e sembra lontana, dalla Sicilia. Ma qualche spunto la Rete lo continua a dare. Haaretz, oggi, ha qualche notizia triste e al tempo stesso interessante. Intanto, la morte del bambino di 11 anni durante la manifestazioni contro il Muro nel paesino di Ni’lin, vicino a Ramallah. L’esercito israeliano ha confermato che a uccidere il bambino sono stati i proiettili sparati dai propri uomini. Quei proiettili che l’autopsia sul bambino, compiuta dai medici palestinesi, aveva già trovato nel corpo. La protesta a Ni’lin non si ferma, le differenze con la prima intifada sono tante, dicono anche quelli che molto più di me ne sanno. Ma le micce sono sempre pronte ad accendersi.

E poi il braccio di ferro in corso tra Fatah e Hamas, con i reciproci arresti degli oppositori in Cisgiordania e ora anche a Gaza (Hamas aveva finora evitato di reagire con gli arresti alle retate compiute dalle forze di sicurezza dell’Anp in West Bank, da qualche giorno sembra aver voluto pareggiare i conti). Human Rights Watch bacchetta tutt’e due i movimenti per le violazioni dei diritti umani, l’International Crisis Group lo aveva già fatto. Le frasi attribuite oggi a Mahmoud Abbas, però, fanno fare un pericolosissimo salto di qualità allo scontro. Abu Mazen avrebbe fatto sapere agli israeliani che se liberano i deputati di Hamas in cambio della liberazione di Gilad Shalit, lui smantellerà l’ANP. Se si pensa che i deputati sono stati eletti dagli stessi elettori che hanno eletto Abbas, si comprende quanto la situazione stia diventando non solo surreale, ma difficilmente comprensibile. O meglio, comprensibile usando altri parametri.

La sfinge Obama

admin | July 30th, 2008 - 1:15 pm

Il Medio Oriente è, almeno per ora, l’unico vero scoglio internazionale di Barack Obama, come dimostra il suo recente tour nella regione (e oltre). Le sue parole sono state strapesate, analizzate, sezionate, senza riuscire a distinguere tra quello che farà realmente e quello che ha detto per mire elettoralistiche (da Gerusalemme capitale unica e indivisibile di Israele, indisponendo non poco i palestinesi, per i quali Gerusalemme è altrettanto importante, alla spinosissima questione israelo-iraniana). Helena Cobban dice qualcosa di interessante nel suo blog, facendo anche una mini-rassegna stampa.

Brioscia e granita

admin | July 29th, 2008 - 8:00 am

Per una che ha passato le estati dell’infanzia tra Scilla e Reggio, entrare nello Stretto di Messina da nord dà la netta sensazione di essere veramente una emigrante. Un tuffo al cuore, il tentativo di riconoscere ciò che l’edilizia ha cambiato, i vecchi piloni dell’Enel tra Scilla a Cariddi, l’altro ‘penoso’ tentativo di dare al proprio figlio pillole di ricordi, memorie, tradizioni che non avrà mai. I parenti al molo, come se si tornasse dall’Ammerica, e una impagabile brioscia con la granita di limone da Doddis, sulla via Garibaldi di Messina, dove la vecchia tradizione del far colazione mi sembra ancora solida. “

Emigrare” (nel singolare modo in cui io, romana, sono emigrata) è uno strano percorso dello spirito, che amplifica ciò che altrimenti rimarrebbe nei recessi del nostro database personale. La brioscia, però, era oggettivamente magnifica, e la granita di limone, a prescindere dall’abuso che si fa del Mare Nostrum, era veramente mediterranea.

Venti di strike

admin | July 28th, 2008 - 12:35 pm

L’estate in Medio Oriente non è mai tranquilla, e anche quest’anno porta ‘quotidiani’ venti di crisi, se non di guerra. Dopo mesi e mesi di tam tam, di forse, ma, no, sì, su di un possibile strike preventivo israeliano sull’Iran, i nodi vengono pian piano al pettine. Per orientarsi su di un dibattito (interno a Israele, ma parallelamente transatlantico, e anche transpresidenziale, tra l’amministrazione Bush e una possibile futura amministrazione Obama), c’è ora un articolo su Time che fa il punto. E che per esempio dice: “A top former officer from Mossad (the Israeli equivalent of the CIA) told TIME that Israel is mindful that an air strike on Iran would jolt the U.S. presidential election — probably rebounding badly on Republican contender Senator John McCain. Sources say that Israel sees a narrow “window of opportunity” for military action opening up between November and the swearing-in of the new American President next January. “No Israel leader wants to be blamed for destroying the Republican chances,” says the former Mossad officer”.

L’ex capo del Mossad e attuale analista strategico Ephraim Halevy mette però in guardia non tanto sulla possibile reazione militare iraniana, siriana o di hezbollah, ma sui tragici effetti a lungo termine di un attacco preventivo: Halevy warns that the long-term effects of attacking Iran could be devastating for Israel — and the region. “This could have an impact on us for the next 100 years,” he says. “It will have a negative effect on public opinion in the Arab world, and we should only do [a strike on Iran] as a last resort.”

Attivisti nella rete

admin | July 28th, 2008 - 12:17 pm

Sarebbero quattordici gli attivisti “virtuali” arrestati dalle forze di sicurezza egiziane il 23 luglio, nel giorno in cui – in Egitto – si celebra l’anniversario della rivoluzione dei giovani ufficiali del 1952, la rivoluzione nasseriana. Ne dà notizia l’Arabic Network for Human Rights Information (Egyptian security Agencies arrested 14 young Internet activists. The group of activists are known as the “6th of April Youth.” During a journey to Alexandria yesterday, they were detained in the quarters of the State Security Inspectors well known as the “Pharaohs”).

Sono ragazzi che si sono probabilmente aggregati dopo lo sciopero virtuale del 6 aprile scorso, come dice il nome del gruppo.

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