Anglo-arab

admin | April 11th, 2008 - 9:40 am

Aeroporto di Amman. Sento (involontariamente) una conversazione al telefono. E’ un ragazza che parla, lo stereotipo della bella ragazza araba di buona famiglia, magrissima, truccatissima, labbra con un po’ di intervento estetico, mani curatissime, uno splendido smalto color corallo, una semplice tuta di ciniglia. Parlava con un’amica, era chiaro. Ma non è stato l’argomento della conversazione a ‘costringermi’ ad ascoltarla, come se fosse il pifferaio della favola. Era lingua. Il tipico inglese dei ragazzi arabi che studiano nelle università americane della regione. Inframmezzato, però, dagli intercalare arabi. Yani, mis ma’oul, ana, fe’, tutto un susseguirsi di arabismi come fiorellini nel prato dell’anglo-americano. Salvo che poi, i fiorellini erano gli anglismi usati dalla stessa ragazza che si era messa, stavolta, a conversare con un’amica in attesa di passare l’ennesimo metal detector. In arabo, inzeppato di intercalare anglo-americani. Che succede? Neanche più l’arabo colloquiale, nazionale, bensì un gran guazzabuglio. Non sono una purista. Al contrario, le lingue sono uso e contaminazione, abuso ed evoluzione. Ma qualche segnale (sociologico) arriva anche da queste conversazioni ‘rubate’.

Crooke sull’islamismo mainstream

admin | April 11th, 2008 - 8:45 am

Un po’ in ritardo, ecco il link con l’articolo pubblicato sul Guardian del 24 marzo da Alastair Crooke, ex consigliere speciale di Javier Solana sul Medio Oriente (ma ha fatto anche molte altre cose). Assieme a Mark Perry, Crooke ha fondato nel 2004 Conflictsforum, piattaforma per il dialogo tra Occidente e mondo musulmano, con speciale attenzione all’islam politico. Sito da leggere.

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