L’ultimo numero online dello Arab Reform Bullettin del Carnegie Endowment for Peace riporta una conversazione (interessante, da leggere) di tre attiviste dei diritti delle donne nel Golfo, Fatin Bundagji (Arabia Saudita), Rola Dashti (Kuwait), Munira Fakhro (Bahrain). Rola Dashti, tra l’altro, è uno dei simboli della battaglia per il voto femminile in Kuwait. Si parla di inserimento delle donne nella forza lavoro, di voto, di quote rosa, di educazione, di ijtihad, interpretazione dei testi sacri. Tutto meno che di velo. Della serie: le donne arabe hanno cose più importanti di cui discutere.
L’opening non è stato, certo, di quelli che si vedono a Roma o a Milano. C’era, invece, tutta la comunità palestinese cattolica di Gerusalemme, dalla Città Vecchia ai quartieri nuovi. Quartieri come Beit Hanina, a ridosso del checkpoint di A-Ram che porta verso Ramallah. C’erano tutti, compresa una rappresentanza della banda degli scout arabi, cornamuse e tamburi, a seguire l’inaugurazione della pizzeria aperta accanto alla chiesa di Beit Hanina, nel complesso di case che la Custodia francescana di Terrasanta aveva fatto costruire, anni fa, per i propri parrocchiani. Nessuno pensava che lì accanto sarebbe stato messo un checkpoint, a dividere lo stesso quartiere in due, uno destinato a rimanere gerosolimitano, l’altro a diventare cisgiordano.
Poi il checkpoint è sorto, il Muro pure.
La pizzeria, voluta da padre Ibrahim Faltas, il frate parroco di Gerusalemme, è a meno di cinquanta metri dal checkpoint, dentro un’oratorio, accanto a una chiesa e a un campo di calcio. Dovrebbe (vorrebbe) diventare uno dei pochi punti di ritrovo del quartiere. Per tutti, sulla carta. Anzi, la pizzeria dovrebbe servire ad autofinanziare il centro sociale polivalente, sostenuto con i soldi dell’Unicoop, della Conferenza Episcopale, della Fondazione Giovanni Paolo II e di altri enti.
La pizza, assaggiata per l’occasione, è buona. Una delle migliori a Gerusalemme. La città, però, è un luogo pieno di confini: la prova del tempo dirà se le persone avranno la volontà di varcare una soglia, e andarsi semplicemente a mangiare un pezzo di pizza.