Colonie: i numeri di Peace Now

admin | March 31st, 2008 - 3:57 pm

Appena uscito il nuovo rapporto di Peace Now sulle colonie israeliane in Cisgiordania, proprio mentre il segretario di stato americano Condoleezza Rice prosegue la sua spola tra Gerusalemme e Amman per dare – per quanto possibile – una spinta ai negoziati tra il governo Olmert e l’Anp di Abbas (ma ora sposta la data di un accordo possibile al 2009, quindi onore ed onere di un’altra amministrazione alla Casa Bianca).
Il rapporto di Peace Now, contestato oggi dallo stesso premier Olmert, parla di un incremento rapidissimo della costruzione di appartamenti dentro la Gerusalemme araba, addirittura 750 approvati, rispetto ai soli 46 dell’anno precedente. Cresciuta in maniera esponenziale anche la presenza di caravan a oriente del Muro di separazione: i caravan sono il primo passo per creare una colonia. Vengono poi sostituiti, appena le condizioni lo consentono, con strutture in muratura. Non si sono fermate le costruzioni dentro gli altri insediamenti in Cisgiordania, neanche dopo Annapolis.
La pubblicazione del rapporto di Peace Now, che ha un settore specializzato sulle colonie diretto da Dror Etkes, arriva nello stesso giorno in cui lo Yesha Council, il consiglio che rappresenta il popolo delle colonie, ha detto in una dichiarazione che proseguirà la costruzione negli insediamenti anche senza l’autorizzazione del governo.
Inciso: sempre secondo l’associazione pacifista israeliana, i coloni sarebbero – al dicembre 2007 – 275mila. Il 58% è arrivato nelle colonie dopo gli accordi di Oslo.

Rumours su sauditi e siriani

admin | March 31st, 2008 - 9:44 am

Friday-lunch-club, sempre molto informato, parla di una visita segreta del ministro degli esteri saudita, il principe Saud al Faysal, a Damasco, tre giorni prima del summit della Lega Araba, al quale Riyadh ha inviato una delegazione di basso profilo. In ballo, sembra ci sia la questione di tre sauditi arrestati dai siriani e accusati di essere i responsabili dell’assassinio di Imad Mughniyeh, il numero due di hezbollah. I prossimi giorni, dunque, potrebbero essere molto importanti, per i rapporti tra Arabia Saudita e Siria. E per la presidenza libanese.

Meshaal a Sky

admin | March 31st, 2008 - 9:25 am

Intervista di Tim Marshall, di Skynews, a Khaled Meshaal, che si definisce il “presidente politico” di Hamas. Intervista riportata in versione integrale su internet, per nulla rilassata: intervistatore e intervistato sembrano piuttosto in una fossa dei leoni. Comunque, Meshaal offre agli israeliani di tener fuori i civili, da entrambe le parti, dal loro scontro. E sottolinea ancora la differenza tra ala politica e ala militare, sostenendo che l’ala militare ha la libertà di decidere cosa fare nelle circostanze date. Per il resto, non mi sembra che dica niente di nuovo.

Parola di Abu Assad

admin | March 30th, 2008 - 5:21 pm

Il Sole24Ore, nel suo Domenicale, ha pubblicato la mia intervista al regista palestinese Hani Abu Assad, l’autore di Paradise Now. Quella con Abu Assad è stata una lunga conversazione nella sua grande casa di famiglia di Nazareth, in una bella giornata primaverile: una conversazione chiara, serena, uno spaccato del mondo della comunità araba d’Israele

Ambrogio, we’ll miss you

admin | March 30th, 2008 - 10:22 am

La vita degli “emigranti temporanei” comprende anche i distacchi. Gli incarichi terminano, gli amici si trasferiscono ad altre sedi, le piccole comunità che si erano formate nel frattempo subiscono scosse di assestamento. Nella piccola comunità italiana gerosolimitana l’ultimo distacco in ordine di tempo è quello di Ambrogio Manenti, direttore dell’ufficio dell’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) dal 2003 a oggi.
Che il suo trasferimento dispiaccia, non solo a me, ma ai tanti che hanno incontrato Ambrogio in questi anni, è pleonastico. È un passaggio naturale, dopo tanti anni a curare una sede peraltro così delicata e difficile, cambiare. Ma, Ambrogio, we will miss you. Non solo per tua energia senza limiti, per tua innata capacità organizzativa, ma anche per l’abilità a ricavare del tempo (dal tuo tempo libero) per iniziative che nulla avevano a che fare, formalmente, con il ruolo nell’Oms, ma che certo avevano a che fare con la comprensione del luogo e la vita, vissuta, dentro un contesto di cui non ci si considera una meteora, ma – per il tempo che ci viene dato – un abitante.
E’ sua, e di pochi altri cinefili, l’idea – poi realizzata – dell’unico cineclub di Gerusalemme est. Kiss in the Desert è ormai un appuntamento settimanale per molti di noi, ed è nato – appunto – dalla capacità di Ambrogio di avere un’idea, verificarne la fattibilità e realizzarla. Tutto, in pochissimo tempo. Un decisionista, insomma, sia nel tempo libero sia – a quanto confermano i risultati ottenuti dall’Oms in Cisgiordania, ma soprattutto a Gaza – nel lavoro.
Ambrogio ha fatto tanto, per la salute pubblica a Gaza. Se ne sono accorti, probabilmente, più gli addetti ai lavori degli altri. Lavoro dietro le quinte, lavoro per i malati, e per la salute del milione e mezzo di abitanti di Gaza, nelle piccole cose così come nel rapporto con chi – fuori e dentro la Striscia – controlla il territorio e i confini. Per una volta tanto, il sistema Onu ha dato prova di efficienza, rapidità, risposta immediata alle necessità, capacità politica.

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